Flora

 IMG_3146-1DALLA MACCHIA MEDITERRANEA AL BOSCO MESOFILO, DAL SOTTOBOSCO ALLA VEGETAZIONE IGROFILA

Nell’area troviamo un mosaico ambientale di notevole complessità e una composizione della vegetazione che rappresenta il risultato di un particolare fenomeno denominato inversione vegetazionale. Esso è imputabile alle particolari condizioni microclimatiche create dalla presenza dei tre piccoli laghi e dalla conformazione dello stesso cratere e fa si che la disposizione delle specie arboree sia invertita rispetto all’altitudine: perciò, la foresta di leccio e la macchia mediterranea, composta da erica arborea, mirto, lentisco, ligustro, si trovano in alto, sui bordi del cratere, mentre sul fondo, a pochi metri sul livello del mare, troviamo specie mesofile tipiche di più alte quote, quali castagno (Castanea sativa), farnia (Quercus robur), rovere (Quercus petraia), olmo (Ulmus minor) e carpini. La vegetazione intorno agli specchi d’acqua è costituita invece da giunchi, carici, tife, cannuccia di palude, salicone. Nella parte centrale del Lago Grande si trova un ampio canneto-saliceto e un esteso tappeto di ninfea bianca (Nymphaea alba), che in primavera-estate arriva a coprire buona parte del lago. Il Lago Piccolo, invece, è completamente ricoperto da lenticchia d’acqua (Lemna minor). IMG_2691-1I margini dei sentieri e le basi degli alberi sono colorati da un ricco sottobosco, composto dal pungitopo (Ruscus aculeatus), dal gigaro (Arum italicum), dal biancospino (Crataegus monogyna) e dalle appariscenti e ricche fioriture del ciclamino napoletano (Cyclamen napolitanum), del ranuncolo (Ranunculus millefoliatus) e di alcune orchidee selvatiche. Salendo di quota il bosco mesofilo lascia il posto alla vegetazione mediterranea, composta dalla foresta di leccio (Quercus ilex) associato a corbezzolo (Arbutus unedo) e orniello (Fraxinus ornus) nelle zone meno soleggiate e dalla macchia mediterranea nelle aree più esposte al sole.