Geologia

Flegrei_3D_01 ridottaUN VULCANO DI 250 ETTARI, UNA RISERVA NELLA RISERVA

Situata nel Comune di Pozzuoli, la Riserva è circondata dal Parco Regionale dei Campi Flegrei ed è compresa tra il cratere di Agnano/Monte Spina a sud, il quartiere di Pianura a nord e ad est ed il cratere di Cigliano ad ovest. Il cratere degli Astroni appartiene al distretto vulcanico dei Campi Flegrei ed è stato generato a seguito di 7 eruzioni successive, avvenute tra 4.100 e 3.800 anni fa. L’edificio craterico risulta perfettamente conservato e presenta un orlo di forma ellittica, con un’estensione di 250 ettari, un perimetro di circa 6 km e un diametro massimo di poco meno di 2 km. Il fondo del cratere scende fino a 9 m s.l.m., mentre il punto più alto, lo sperone di “Torre Nocera”, arriva a 261 m s.l.m. Per la sua forma ampia e svasata e l’elevato rapporto larghezza/altezza, Astroni viene definito come “ash ring” (anello di cenere), un vulcano, cioè, originatosi con attività eruttiva prevalentemente freato-magmatica, caratterizzata dalla interazione del magma con la falda freatica presente nel sottosuolo. A differenza di altri vulcani flegrei però, Astroni ha avuto anche un’attività eruttiva di tipo effusivo, che ha portato alla formazione di un imponente struttura di lava (trachite), denominato “duomo della Caprara”, e di piccoli coni di scorie laviche rappresentati dai rilievi dei Pagliaroni (54 m), della Rotondella (69 m) e dal Colle Imperatrice (76m). Nella parte più bassa del cratere sono presenti tre piccoli specchi d’acqua denominati “lago Grande”, “Cofaniello piccolo” e “Cofaniello grande”, alimentati dalla falda acquifera sottostante. Le sorgenti termali, di cui esistono testimonianze storiche risalenti fin dal XIII secolo, sono completamente scomparse.